radiobombay.it – Musica Da Cucina

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L’avreste mai detto che mestoli, cucchiai, mattarelli e tutti quelli utensili tanto cari alle nostre nonne massaie dal cuore caldo e la pelle dura potessero produrre dei suoni non fastidiosi? Io si, dato che già da piccino mi cimentavo nella favolosa arte di ricavare suoni (e rumori) da qualsiasi cosa mi circondasse. Il “m’ha fattu na capu tanta!” di mia nonna non faceva che alimentare questa mia passione.

Quel che non avrei mai pensato è che ci sarebbe stato, a distanza di anni, un gruppo che avrebbe formalizzato quel mio modo embrionale di esprimermi in album di musica ambient (e non solo). Prendete un paio di chitarre, un basso e qualche altro strumento convenzionale e unitelo a posate, piatti lasciati cadere su un tavolo, rubinetti gocciolanti, biccheri di cristallo riempiti d’acqua e inizierete ad avere un’idea del lavoro dei “Musica da cucina”

Il progetto Musica da cucina nasce nel 2005 da un’idea di Fabio Bonelli, fondatore del laboratorio creativo People from the Mountains – Morbegno (SO), e il nome della band ci dice già tanto della loro arte. Quello che colpisce è la maestria nel rivisitare il concetto di musica e quello di “strumento musicale”. Non che i “Musica da cucina” siano stati i primi a farlo. I tedeschi Einsurzende Neubaten suonano da 30 anni un industrial ricavato da tubi d’acciaio, betoniere, seghe circolari, e altri materiali da cantiere. Ma il loro è uno stile differente: un ambient-cantautorale molto sobrio, rilassato e rilassante, che parla di montagne, di madri, di figlie, della vita e della morte.

Quello che personalmente mi ha affascinato è la naturalezza nel fondere gli oggetti più svariati, i loro suoni, con quelli delle chitarre e altri strumenti. Una musica per riflettere, per uscire dalla frenesia, dal “logorio della vita moderna”, magari mentre si prepara un buon risotto ai funghi con aglio e prezzemolo, da gustare in compagnia e senza fretta.

Esperienza consigliata (dopo l’acquisto dell’album): procuratevi una bicicletta e alle 9.30 uscite sulla Nomentana a Roma, tra le auto in traffico (più lente di voi) con i musica da cucina nelle orecchie. Procedete lentamente, con una marcia leggera: ditevi che non avete fretta alcuna e pensate al cielo su di voi. Se non raggiungerete la pace dei sensi, ci sarete andati comunque molto vicini. Sin quando non arriverà un maledetto tamarro con finestrino aperto e Gigi D’alessio a tutto volume a ricordarvi che il mondo è (molto) meno bello di come lo stavate immaginando. Buon ascolto.

Vito Paolo

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