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CD

Mucho AcusticaPiero Bittolo Bon feat. Jamaaladeen Tacuma - LSRCD120

Piero Bittolo Bon : Sassofono Contralto & Baritono
Simone Massaron : Chitarra Elettrica & Baritono, Loops
Jamaaladeen Tacuma : Basso Elettrico
Federico Scettri : Batteria
Massimiliano Sorrentini : Batteria

PIERO BITTOLO BON è uno degli astri nascenti più acclamati del jazz italiano. Musicista in gran parte autodidatta, suona principalmente il sax alto, ma è anche a suo agio su baritono e contralto, clarinetto basso e flauto. Appassionata e vibrante, la sua musica risuona di echi del migliore free jazz e della “fire music”, con improvvisazioni torride, un attacco tagliente e forte e continue invenzioni misura dopo misura.

Membro del collettivo El Gallo Rojo, ha collaborato con alcuni dei migliori e più creativi musicisti italiani (Danilo Gallo, Zeno de Rossi, Beppe Scardino, Enrico Terragnoli, Stefano Senni, Francesco Bigoni, Tiziana Ghiglioni, Tiziano Tononi, Daniele Cavallanti, Francesco Cusa, Domenico Caliri, Giovanni Maier, UT Gandhi, Simone Massaron, Silvia Bolognesi tra gli altri) e con star d’oltreoceano come Anthony Braxton, Uri Caine, John Tchicai, Jamaaladeen Tacuma, Jessica Lurie, Vincent Davis e Ernest Dawkins; ed è anche presente nella scena avant jazz berlinese, suonando spesso in città con musicisti come Gerhard Gschloessl, Christian Lillinger, Tristan Honsinger e molti altri.
Piero ha inoltre una relazione di lunga data con il basso elettrico, che ha suonato all’inizio del suo percorso musicale in band funk, reggae e rock, prima di dedicarsi completamente alla musica improvvisata.
Con queste premesse è sembrato naturale che prima o poi le sue passioni si sarebbero unite: “Mucho Acustica” è una session potente e totalmente improvvisata dalla nuova band di Piero: “The Original Pigneto Stompers”, con doppia batteria, chitarra elettrica, e speciale guest al basso elettrico Jamaaladeen Tacuma. 

Tacuma, definito dal grande Marc Ribot un “uragano funk”, ha un passato glorioso nella band di Ornette Coleman Prime Time, dove ha contribuito alla musica di album leggendari come Body Meta o Dancing in Your Head. Con la sua miscela di possente funk e jazz infusi in inventivi groove di basso, ha preso parte nel corso degli anni a molti altri progetti musicali di vari generi, non solo quelli citati.

Il resto della band è completata dal chitarrista Simone Massaron e dai batteristi Federico Scettri e Max Sorrentini, musicisti ancora giovani ma già con molta esperienza in prima linea nella migliore scena jazz ed avant italiana.

”Mucho Acustica” è sicuramente intriso di forti sapori e tendenze musicali. Il feeling tra i musicisti è stata immediato, e l’energia è stata palpabile fin dalle prime tracce che sono state registrate.

C’è un feeling dominante, risultato del mix di due fattori. Da una parte Piero col suo suono orgoglioso, fiero, scuro e tagliente, sempre al massimo delle sue possibilità espressive e in costante esplorazione di nuovi territori armonici e sonori. Poi ci sono i fragorosi groove ipnotici di Tacuma. Questi elementi gettato le basi per jam nello stile del migliore Miles Davis elettrico, ma con un abbandono più tipico del free jazz, con un interplay tra la doppia batteria e il basso e la chitarra che spesso porta ritmicamente anche in territori più tipicamente africaneggianti, un afro-beat pulsante e insistente che fa capolino continuamente.
Ciò che domina in generale è una sorta di “Black Music” totale, in alcuni dei suoi elementi più viscerale ed espressivi, in un incontro continuo tra blues e funk . Ma ci sono anche momenti più astratti, con delicati dialoghi strumentali, che poi improvvisamente si muovono verso esplorazioni ritmiche su lunghi pedali, arcigni ed insistenti.
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È inoltre possibile godere della finezza e bravura di Max e Federico nel mescolare tra loro le comuni radici jazz e rock, e la loro destrezza e competenza nel mantenere sempre un beat a due fisico ma ricercato, preciso, fragoroso, e la chitarra di Simone, con i suoi infiniti passaggi armonici e solisti e l’uso intelligente degli effetti,con svolte ed invenzioni che spesso riesce a imprimere alla musica del gruppo.
“La musica è un linguaggio universale”, afferma J. Tacuma soddisfatto di questa session a base di “conversazioni” con musicisti di un altro paese, come dargli torto?

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